agioni la grande dolcezza, si sarebbe detto che Loreta e il Sant'Angelo si fossero t
nte a certi momenti, quando si trovavano soli, l'uno di fronte all'altra, pa
rsi tiepide sino a tardissimo autunno, soleva egli indugiarsi, dopo la cena, fumando tranquillamente, per un paio d'ore dinanzi al porton
amico; colà, nella grande quiete notturna, che suadeva ai giocondi familiar
fossero rinnovate intorno alla spianata certe ricche spalliere di amorini, che un dì formavano l'orgoglio della signora Sant'Angelo; e il piccolo Agnul, secondo l'antico uso, disponeva già ogni giorno, subi
nare, accendeva il sigaro e seguito da Prè Zuan, il fido cane di casa, se ne andava a fare qualche lunga passeggiata scegliendo di solito le strade meno battute ed evitando di attraversare
si sempre prima che il pr
volte in cui il professore ritornava per caso prima del solito, s'affrettava vivamente a ritirarsi, non appena il passo di lui si facesse
aveva fatto che accrescergli quel profondo e molesto turbamento, del q
arevano irreparabilmente svaniti; persino il pensiero triste, che prima dominava costante nel suo cervello, il pensiero della madre che aveva perduto, ora non tornava più così assiduo e doloroso. Era in lui un'inesp
i disdegnando di confessare a sè stesso quello che dentro gli ferveva, cercò di po
amera, ostinavasi a fissare con una certa amarezza il suo volto avvizzito, il fronte calvo già solcato di rughe, gli occhi deboli e affaticati, la barba cresciuta incolta e pressochè interamente bianca. Si ricordava in quei momenti gli scherzi che con sua madre egli aveva fatto tanto spesso sulla propria vecchiezza. Lei non voleva udire, protestava che quelle erano declamazioni per
sopra una misera tentazione della vanità. E tacitamente egli faceva a sè stesso promessa di non lasciarsi rimuov
ezza di tali proponimenti, le sconfitte della sua
re di là, lungamente, al lume incerto delle stelle, se una nota figura apparisse lassù, tra le spall
'egli aveva trovato, dimenticata da Loreta, sopra uno de' banchi rustici dinanzi alla casa, quand'egli era rientrato. Aveva compiuto quell'atto gentile, per potente stimolo dell'anima, col corpo scosso da un fremito delizioso, dopo essersi
rcò e non volle confidenti. Anzi, la ferma convinzione che nessuno av
a malignità. Il mutamento tanto radicale nelle sue abitudini, delle quali tutti lo sapevano schiavo, la sua taciturnità quasi scontrosa anche verso coloro che in altri tempi aveva particolarmente diletti, dovevano di necessità sve
i di partito o che, per atti da lui disapprovati, aveva sempre tenuto da sè lontana con freddezza e riserbo. In mezzo a costoro, più fiero di
orosi, che tuttavia, dopo tanti anni, si rinnovavano ancora a sue spese. Il vecchio non sapeva mettersi in pace: un odio sordo s'alimentava di continuo in lui contro quello "spregiudicato usurpatore" ed era odio così implacabile che se solamente il professore p
ropizie al prete di Collalto, che subito vi scorse un mezzo più che favorev
hè si trattasse di quel bel figuro" che un uomo come lui, non certo privo di senno, potesse alla sua età lasciarsi invescare così puerilmente nei lacci dell'amore, metteva poi, con molto lusso di parole, in evidenza il ridicolo che da ciò doveva necessariamente ricadere sulle sue spalle. Quindi, senza darsene l'aria e coordinando le cia
mani di fannullone sull'ampio torace.--Ma intanto prima d'ora non s'era parlato ma
divulgaronsi rapidamente, e, come sempre, nel
le è vero. Ma non manca, per onore degli uomini, anche chi,
iventi ed inconsapevoli complici; ma trovò anche chi gli oppose non sol
se lo chiamavano semplicemente il conte orso, non era tipo da lasciar passare senza sdegno e senza difesa g
ngilli, da lui interpretata come inclemenza d'animo, aveva sulle prime creduto d'aver trovato in quello, un nuovo e facile alleato. L'altro l'aveva lasciato dire. Per sapere ogni co
a che accade ogni giorno e ne accadranno di simili in ogni tempo. Ma voler gittare su lui e sopra
gli altri--dicevano: non lui, che anzi ci credeva pochissimo!" Ma il conte tagliò corto al discorso, mostrandosi profondamente nauseato di quell
gli aveva sempre creduto. In que' giorni, mentre gli altri lodavano in coro la buona azione, egli solo, contro tutti, aveva fatto le proprie riserve, con la sua rude ingenita franchezza. Ma ora, anche se i fatti venivano a dargli ragio
si la difficoltà del suo compito, si propose di parlarne subito, senza reticenze, al professore. Anche se la verità gli
asa del Sant'Angelo, ch'egli da qualche tempo più non frequenta
che ora il professore preferiva; e una di quelle sere, messosi da
ali, che la circostanza suggeriva. Ma il conte Mangilli, deciso, a non lasciarsi sfu
Vi siete messo a fare propriamen
se: gli studi, l'umore cattivo, la salut
delle brigate, che portava a tutti la consolazione e l'allegrezza! Che abbiate avuto dei dolori, chi non lo sa! Non si perde, senza che
ardin, quando si hanno cer
corpo di mille diavoli, quando si ha un po' di sangue
ccio sotto quello
i riferisco quel che dicono in paese? Gente maligna, lingue s
accio del Sant'Angelo ebb
e forzandosi a che la voc
ente, senza ambagi, spiattellò quanto s'era proposto di dire, sino all'ult
ghe rovine i puints e il vin il ?hav... 1, ma più del vino rovina il capo l'amore. Disgrazie queste.... possono capitare a ognuno.... anche a me, che sarebbe tutto dire! Ma poi
acqua rovina i ponti
alla fronte. Il comprendere che il suo segreto, ch'egli credeva da nessuno sospettato, fosse stato già scoperto e fatto argomento di bassi commenti, gli recava un profondo rammarico. Ma questo se
pugna, con un trasporto di collera, che contrastava
l labbro.--Chi? Tutti e nessuno. La rana che gracida nel pantano, ma il cui grido insistente, che viene dal