img Il peccato di Loreta  /  Chapter 6 No.6 | 30.00%
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Chapter 6 No.6

Word Count: 1712    |    Released on: 06/12/2017

so il settembre che un fatto penoso venne a tur

indebolirsi della vista, aveva dovuto tralasciare del tutto di occuparsi di qualsifosse lavoro d'ago e della lettura. Ma la signora Sant'Angelo, obbedendo a

e faceva secondo il solito, del Giornale di Udine, chiuse ad un tratto gli occhi lasciandosi sf

me un cadavere e col presentimento di una sventura, fece del suo meglio per far rin

i fra le braccia di Mattia, si sforzò di sorridere,

te. Non è nulla..

ettico quello che aveva colpito la signora: lieve per fortuna e tale da non dare peranco luogo a timori di una imminente catastrofe: le es

delinearono prontamente con crudele evidenza nel suo pensiero. Alla possibilità di perdere la sua adorata madr

po la sera fatale, le usciva con un po' di stento dalle labbra, si rifece limpida e spedita; le idee si mantenevano ord

incorato Matti

cure è anche sperabile di poter ottenere un qualche migliorame

o gli occhi al cielo con

tino via! purchè io la veda, p

li parole. Ed era un sentimento di perdonabile egoismo al q

nt'Angelo trovavasi ormai condannata

ntate da incubi penosi. Ne' giorni buoni, quando la temperatura era mite e il medico aveva dato il suo consenso, l

e del viso s'era fatta grinzosa e di un pallore cadaverico; paralizzata dal male ne' suoi movimenti, aveva una neces

sciava neppure per un momento la signora Chiara. Dormiva accanto a lei, nella stessa stanza, molte notti senza spogliarsi, attenta ad ogni chia

nte impressionato, ne aveva ten

miracoli. Ma le forze di uno valgono per u

nire una suora dall

rte; era giovane, non soffriva punto: anzi era per lei una dolcezza il sentirsi utile, il potersi mostrare grata alla s

ta. Nelle sue veglie, nelle ore in cui era assalita da' suoi dolori, ne' momenti in cui il male pareva aggravarsi, non chiamav

olone, accanto alla finestra aperta per la quale entrava il salubre profumo della campagna,--Loreta

on un sorriso che illuminò l

nulla più. Sono felice nel farlo e sono sicura che

uar

più non discernevano, verso il cielo,

arit

gravemente, mentre una lagrima scorreva

ervava la sua pura e serena limpidezza, interamente. E quelle immagini che già da lun

,--come del resto negli ultimi tempi faceva con molta frequenza,--la

o.... Io mi sforzo di far credere a tutti ch'essi riescono nel loro intento. Ma non è così. So che i miei giorn

rocurato di consolar

mai i buoni! Anche Mattia tro

per tutti. E bisogna sperare. Ah! se io potessi sperare

sarà il vole

ui egli con tutto il suo cuore applaudiva. Ma da uomo pratico del mondo e della vita una riflessione lo sopraffaceva. Ed era quella della gravità grandissima che q

ommentarle con un lungo sospiro, nel quale ella poneva tutto il fervore della sua

oreta le stava accanto continuamente. Mattia, nervoso, col volto pallido, andava e veniva per la stanza, girandosi spesso a sedere in un angolo, donde fissava, cogli occhi ardenti, intensamente, la sua cara ammalata, in una espressione di alto ed appassionato dolo

finire dell'ottobre. Sulla campagna piovigginava. E per l'aria, già fredda, veniva lento dalle chiese di Tricesimo e de' villaggi vicini il

qui? s

mamm

figlio e gli accarezzò i capelli brizzolati, con una lunga car

Per poco ancora li sentirò.

fessore con voce soffocata, sforza

e dita gli sfiorò la f

iso. Perche? Tu sei stato un buon figlio sempre. Non ho che da benedirti. Se

assando

'Angelo,--amala; essa è buona, ha sofferto, ha pagato

nterrotto da qualche lieve scotimento nervoso. Si sarebbe detto ch'ella riposasse in un tranquil

ertì che la fine era giunta. Ed infatti, prima di sera, la signora Sant'Angelo si addo

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