so il settembre che un fatto penoso venne a tur
indebolirsi della vista, aveva dovuto tralasciare del tutto di occuparsi di qualsifosse lavoro d'ago e della lettura. Ma la signora Sant'Angelo, obbedendo a
e faceva secondo il solito, del Giornale di Udine, chiuse ad un tratto gli occhi lasciandosi sf
me un cadavere e col presentimento di una sventura, fece del suo meglio per far rin
i fra le braccia di Mattia, si sforzò di sorridere,
te. Non è nulla..
ettico quello che aveva colpito la signora: lieve per fortuna e tale da non dare peranco luogo a timori di una imminente catastrofe: le es
delinearono prontamente con crudele evidenza nel suo pensiero. Alla possibilità di perdere la sua adorata madr
po la sera fatale, le usciva con un po' di stento dalle labbra, si rifece limpida e spedita; le idee si mantenevano ord
incorato Matti
cure è anche sperabile di poter ottenere un qualche migliorame
o gli occhi al cielo con
tino via! purchè io la veda, p
li parole. Ed era un sentimento di perdonabile egoismo al q
nt'Angelo trovavasi ormai condannata
ntate da incubi penosi. Ne' giorni buoni, quando la temperatura era mite e il medico aveva dato il suo consenso, l
e del viso s'era fatta grinzosa e di un pallore cadaverico; paralizzata dal male ne' suoi movimenti, aveva una neces
sciava neppure per un momento la signora Chiara. Dormiva accanto a lei, nella stessa stanza, molte notti senza spogliarsi, attenta ad ogni chia
nte impressionato, ne aveva ten
miracoli. Ma le forze di uno valgono per u
nire una suora dall
rte; era giovane, non soffriva punto: anzi era per lei una dolcezza il sentirsi utile, il potersi mostrare grata alla s
ta. Nelle sue veglie, nelle ore in cui era assalita da' suoi dolori, ne' momenti in cui il male pareva aggravarsi, non chiamav
olone, accanto alla finestra aperta per la quale entrava il salubre profumo della campagna,--Loreta
on un sorriso che illuminò l
nulla più. Sono felice nel farlo e sono sicura che
uar
più non discernevano, verso il cielo,
arit
gravemente, mentre una lagrima scorreva
ervava la sua pura e serena limpidezza, interamente. E quelle immagini che già da lun
,--come del resto negli ultimi tempi faceva con molta frequenza,--la
o.... Io mi sforzo di far credere a tutti ch'essi riescono nel loro intento. Ma non è così. So che i miei giorn
rocurato di consolar
mai i buoni! Anche Mattia tro
per tutti. E bisogna sperare. Ah! se io potessi sperare
sarà il vole
ui egli con tutto il suo cuore applaudiva. Ma da uomo pratico del mondo e della vita una riflessione lo sopraffaceva. Ed era quella della gravità grandissima che q
ommentarle con un lungo sospiro, nel quale ella poneva tutto il fervore della sua
oreta le stava accanto continuamente. Mattia, nervoso, col volto pallido, andava e veniva per la stanza, girandosi spesso a sedere in un angolo, donde fissava, cogli occhi ardenti, intensamente, la sua cara ammalata, in una espressione di alto ed appassionato dolo
finire dell'ottobre. Sulla campagna piovigginava. E per l'aria, già fredda, veniva lento dalle chiese di Tricesimo e de' villaggi vicini il
qui? s
mamm
figlio e gli accarezzò i capelli brizzolati, con una lunga car
Per poco ancora li sentirò.
fessore con voce soffocata, sforza
e dita gli sfiorò la f
iso. Perche? Tu sei stato un buon figlio sempre. Non ho che da benedirti. Se
assando
'Angelo,--amala; essa è buona, ha sofferto, ha pagato
nterrotto da qualche lieve scotimento nervoso. Si sarebbe detto ch'ella riposasse in un tranquil
ertì che la fine era giunta. Ed infatti, prima di sera, la signora Sant'Angelo si addo