a un lato comprendeva di dovergli riconoscenza per quella prova di amicizia, dal
nsò: scoprire i tristi che avevano messo in giro le calunniose voci
chiedere ragione a singoli individui di ciarle, che ad ogni ora trascorsa si spandevano sempre più vastamente nel paese? Poi in uno scandalo non sarebbe per avventura stato compromesso in
trovato spinto con istintiva veemenza. Ed anche da questo lato ebbe gratitudine al Mangill
di liberarsi dal martirio di quella situazione, non gli veniva fatto di dare risposta. E in tale impotenza della propria ragio
i una persona amata gli avrebbe fatto un bene immenso. E questo pensiero gli si faceva più cocente ogni volta che si trovava di fronte a Loret
tri con la cugina. Diffidando di sè stesso, comprendeva come una sola parola avrebbe potuto trascinarlo alla confessio
el proprio cuore, ch'egli doveva frenare, ma più ancor in causa d'un f
da qualche tempo era costretta a negligere una parte delle sue occupazioni. Restava a lungo ritirata nella sua camera, evitava di scender
pose forzandosi a trovare qualche frase scherzosa. Nè altrimenti si contenne colla
sse e che i dinieghi suoi non rispondessero al vero, lo diceva chiaramente la pallide
si dal dire al profess
l'ho vista che una volta, nel primo tempo quando venne in casa.... Si ri
frisse per qualche maligna voce giunta al suo orecchio. Benchè Loreta vivesse isolatissima, uscendo di casa appena due volte la settimana, per recarsi a Tricesimo nel
nte asprezza. E assorbito completamente in questo nuovo pensiero, si sentì riardere d'ira contro i vili, che non p
anta indecisione, un lampo di luce balenò al professore nel leggere una breve le
icata, risguardante lui stesso e Loreta Lambertenghi: era costretto a pregarlo di
mò Agnul perchè allestisse il carrozzino e, fatta avvertire la La
ercorrere di un trotto continuo e serrato il lungo stradone p
olito stallaggio dell'Albergo Italia, se ne andò rapidamente alla casa di dona benissimo, era quasi povera: mobili vecchi coperti d'una stoffa che il tempo aveva scolorato, moltissimi libri ammontati un po' dappertutto, due o tre rozzi disegni a penna incorniciati di nero e rappresentanti alcune vedute de' paesi o
il capo da' suoi scartafacci e tendendogli la
to, Mattia. Così va
Che cosa dovrei dir io a voi p
sè stessa una brutta malattia.... Con tut
rè Letterio, a
bisogno di me. Da due settimane non avevo potuto muovermi di casa.
re eguale. Dovunque passate
cose, Mattia: non
che non posso dimenticare il bene che avete sempre fatto alla mia famiglia; io, che anche oggi, venendo qui, entr
rriso buono sul suo v
vo, Mattia, l
mmagin
-
me? co
cuore ben fatto, da padre in figlio; ch'essi non possono a meno
nque, sapete...
da un tremito continuo, il monte di carte che aveva
egg
arta e corse con g
è lei che v
o a quelle esclamazioni irrue
ose,--lei st
facciate di piccolo formato; ma nella brevità delle frasi, piene di quella naturalezza che è f
già era riuscita ad ordire intorno a lui così tenace la rete dell'intrigo,
ide togliere perfino quel saluto di convenienza, che sin allora le ricambiavano sempre con tanta simpatia nell'incontrarla in paese o alle domeniche in chiesa. In una condizione siffatta non si sentiva di poter resistere: per quanto negli anni trascorsi in casa Sant'Angelo si fosse trovata felice, non le bastava l'animo di continuarci a vivere adesso a quel modo, sotto il peso di un disprezzo, non men doloroso perchè ingiusto, il quale si sarebb
fine sentì così ardente il viso per il sangue che v'era affluito, che durante alcuni istanti rimase immobile, fissand
primo a rompe
omandò.--Che
nervosamente la lettera fra le mani pod
i!--esclamò.-
e solo dopo un momento
ira? E contro chi potrebbe essa con maggior ragione essere rivolta? No, no, innanzi tutto ponderazione e calma! Che negli uomini abbia maggiore d
ienza della propria illibatez
ra, che è debole, che ha già patito, che ha bisogno di pace, di accettare una simile battaglia, in cui i nemici le si moltiplicheranno ogni giorno di contro e che
ovate quello che
uazione, che le circostanze hanno creato,
Co
vi confesso che da questo momento, se compiango Loreta per la tristezza della sua sorte, sent
rapido sfolgorio in tu
r la povera mia madre, ricca di tante tenerezze, capace di tanta abnegazione.... Vedete, don Letterio, io non posso adattarmi a
sco. Ma a
lora
nalmente, il Sant'Angelo curvò il me
sò in atto di benevolen
re, voi che siete un uomo forte ed onesto, il coraggio di chiedere al vostro cuore che
con effusione e con voce che
to nell'anima mia. Voi sapeste indovinare assai più di quello che con le m
rchè dunque?--dimandò
sati sopra il mio capo, io pure non abbia ceduto alla tentazione di un bel sogno; potete credere che io pure non abbia pensato, con aspirazione cocente, a veder tornare ancora una volta e per sempre la felicità nella mia casa e nell'anima mia? Sì, all'amicizia vostra lo confesso: questo sogno io lo feci, questa aspirazione la sentii
coltato silenziosament
rmi torto? avreste animo di dirm
eto conforto. Però rispondetemi: che cosa avete fatto voi finora per sapere quello che forse sta celato nel cuore di Loreta? Chi vi dice che questa donna, che ha per la vostra famiglia sì forti argomenti di gratitudine; non abbia concepito per voi tanta affezione, che le sia di dolore il dovervi abbandonare? Infine, dinanzi alla necessità imperiosa, che il suo onore le detta, di lasciare la vostra famiglia ospitale, di tornare alle lotte di una vita dura ed incerta, pari a quelle che essa ha già una volta sostenute, che avete fatto v
Prè Letter
converrà chinare il capo. Sarà triste il doverlo fare, ma almeno vi sarete tolto il dubbio di non aver accettato con colpevole cecità un dolore, che la malvagità degli uomini e la forza delle circostanze vi hanno procurato! Il
iena dell'emozione, a cercare una frase che valesse
mio! a
catto gittò le braccia intorno al coll
ta aveste ad unirvi per sempre, io le risposi che, se questo sarà il volere di Dio, il suo sogno si sarebbe avverato. E le dissi ancora, che la Provvidenza non abbandona mai